IL GRAN BALLO DI FINE CORSO
ALL' ACCADEMIA NAVALE

Splendido
« Mak P » dei Corsari

tratto dalla cronaca de' IL TELEGRAFO del 30 Maggio 1965
con alcune correzioni del testo [1]

Il saluto del capo corso Bernardi e l'augurio del contrammiraglio Vivaldi
Galeoni e taverne hanno trasformato il Circolo Ufficiali - Magnifica parata di toilettes.


[ Fotoservizio: Luciano Ciriello e comm. Miniati ]



Galeoni che si dondolano sul mare, taverne, pistole, sciabole e cappellacci col teschio: una piccola Tortuga è stata rievocata ieri in Accademia per il tradizionale «Mak P 100». Il corso che dava l'addio ai quattro anni d'istituto era quello dei « Corsari »: logico che abbia voluto tirare fuori dalla carbolina le figure create da Stevenson o Salgari e organizzare un «Mak P 100» tipo «abbordaggio».
Prima lo spazio (in quanto i lavori in corso all'Accademia hanno impedito che la festa si svolgesse nella palestra degli allievi) e poi il tempo (la libecciata dei giorni scorsi ha messo «fuori uso» gran parte degli addobbi) hanno congiurato contro i « Corsari » i quali però, si sono presi una solenne rivincita organizzando una festa magnifica che ha ottenuto numerosi consensi e un grande successo, nonostante il numero degli invitati fosse stavolta ridotto pressoché alla metà.
Si è trattato insomma di un degno addio ai quattro anni di vita militare vissuti in Accademia fra un'esercitazione di matematica e una di disegno, fra una crociera e un'altra, fra una corsa in barca a vela e un'ora di equitazione. Sono stati quattro anni densi di emozioni, di fatiche, di sforzi per tutti i componenti del corso.


Da sinistra: la sig.na Maria Grazia Bozza,
il sig. Augusto Paltrinieri Malaspina, la sig.na
Maria Cecilia Bozza, il G.M. Malekahmadi,
la sig.na Anna Maria Colnaghi e il
S.T. Alberto Ascenzi.

Il capo corso [2] Giorgio Bernardi nel prendere la parola all'inizio della festa non ha mancato di accennare appunto a questo periodo che lui ha definito «denso di sacrifici ma anche di soddisfazioni» e di ringraziare l'ammiraglio comandante e gli ufficiali per l'aiuto e l'incitamento spesso prestati agli allievi giunti ormai a coronare la loro unione con la Marina Militare.
Il contrammiraglio Vivaldi ha ringraziato il capo corso Bernardi, e rivolgendosi ai guardiamarina non ha mancato di sottolineare come gli anni trascorsi in Accademia hanno contribuito a foggiare il loro carattere ed il loro spirito, abituandoli alle battaglie della vita ed alla professione che stanno per intraprendere.
Esaurito il protocollo i « Corsari » hanno dato inizio alle danze. Il primo ballo è stato loro appannaggio, poi prima che si intrecciassero i balli fra gli intervenuti, una esplosione di fuochi artificiali, lanciati dal porticciolo di San Leopoldo ha suggellato la festa della quarta classe che, libera dalla sera di venerdì da ogni impegno, riprenderà «servizio» solo lunedì mattina.

Ed ora qualche cenno di cronaca. Facevano gli onori di casa come vuole la tradizione il contrammiraglio Vivaldi e la signora Elena, coadiuvati dagli alti ufficiali dell'Accademia.
Il circolo dove si svolgeva la festa era stato addobbato per l'occasione: una lancia arricchita di sovrastrutture in cartone in modo da trasformare in un galeone era stata sistemata sullo spiazzo del porticciolo. [3]
Una taverna con vini tipici era stata addobbata in un angolo, alla insegna naturalmente dei « Corsari ». La scena era completata da diversi lampioni collocati qua e là per i giardinetti. Anche l'interno dei locali era stato ugualmente curato.




Nella foto, da sinistra: il S.T. Annibale Del Lungo,
la sig.na Franca Castellano, il S.T. Moreno Molinari,
la sig.na Anna Grillo, la sig.na Marina Stulfa, e il
S.T. Ennio Mancini. Sotto: le danze nel salone del
Circolo Ufficiali si sono protratte fino a notte inoltrata.

E veniamo alle toilettes della serata. Tutte elegantissime le signore intervenute al «Mak P 100» con abiti lunghissimi e ampi «décolletés», acconciature perfette, scarpe in raso o in argento, e borsette da sera di tutte le fogge.
Fra quelle più interessanti sono: Liliana Cristiano in abito stile impero di raso rosa guarnito da un fiocco, Carolina Cristiano con una gonna di cady nero e corpetto di pizzo bianco, Paola Bogi in abito stile impero di color blu guarnito da perline, Maria Cecilia Bozza in chiffon lungo di color verde acqua, Luciana Franzosi che indossava un abito di cady di seta celeste color pastello con guarnizioni di raso, Gabriella Bassi con una toilette di broccato rosa guarnita da un fiocco, Clelia Tolman in chiffon rosa drappeggiato, Liliana Zalum che indossava un abito bianco ricamato, Maria Grazia Barontini in raso nero con corpetto color chiar di luna, Adriana Frangioni in raso celeste con ricami in perline, Teresa Del Lungo in abito di raso rosa con ricami in oro, Emanuela D'Afflitto con un abito di organza blu e celeste, Adele Corsini con una toilette di organza grigia, guarnita da fiori lilla, Mina Bruni in organza bianco trapuntato di velluto nero e la figlia Lina con un'eguale toilette, Anna Grillo in chiffon stampato di color rosa con disegni di fiori, Garziella Casali con un abito color verde salvia con ricami di perle, Clara Caciagli con una toilette di cady celeste con ornamenti di broccato al collo, Jenne Luna in abito di raso bianco con ricami di perline.

In ultimo una parola per le orchestre. Le danze sono state allietate dai «Quattro di Lucca» e da Remo Germani e il suo complesso, che si è esibito in numerosi motivi in voga.
Insomma il «Mak P 100» dei « Corsari » ha ottenuto un grosso successo «di pubblico e di critica». Ottima organizzazione, ottimo addobbo, ottime orchestre.
E' un vero premio per i componenti della quarta classe che accarezzavano sin dall'inizio l'idea di organizzare un'indimenticabile serata per festeggiare i 100 giorni di distanza dal loro addio all'Accademia Navale.

Questi gli invitati


Il Guardiamarina Vincenzo Del Vento,
la sig.na Nuccia Celandroni,
la sig.na Patrizia Zannò e il
Guardiamarina Fritz Donvito.

Il prefetto dott. Francesco Puglisi e signora, l'ammiraglio di divisione Gino Birindelli e signora, il comandante del Presidio gen. Luigi Frova e signora, il comandante dell'Aerobrigata di Pisa gen. Carlo Torriani e signora, il comandante dell'Accademia Militare di Modena gen. Giovanni Broggi e signora, il comandante dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli generale Paolo Spadaccini e signora, il comandante dell'Accademia della Guardia di Finanza di Roma gen. Nicola Lonardo e signora, il direttore del Collegio «Morosini» di Venezia cap. di vascello Giuseppe Oriana e signora, l'ammiraglio di squadra Roselli Lorenzini e signora, l'amm. di squadra Ernesto Notari e signora, l'amm. Benzi e signora, l'addetto militare dell'ambasciata iraniana a Roma col. Nosratollah Mozafari e signora, il comandante della prima divisione navale ammiraglio Carlo Paladini e signora, il cap. di fregata Luciano Cremonini e signora, il cap. di vascello Alessandro Tommasini e signora, il cap. di vascello Angelo Monassi e signora, il cap. di fregata Maurizio Barbieri e signora, il cap. di fregata Mario Camerini e signora, il ten. col. del Genio Navale Franco Maria Lupetti e signora, il ten. col. Mario Di Lullo, il cap. di fregata Vincenzo Casini, il cap. di corvetta Andrea Corsini e signora, il cap. di corvetta Gianfranco Alberini, il ten. di vascello Cesare Campagna e signora, il S.T.V. Leandro Papa, il cap. di vascello Adriano Giacchetti e signora, il cap. di corvetta Luigi Rigon, il ten. col. med. Carlo Avio e signora, il ten. col. comm. Giuseppe Messina Rigoni e signora, il ten. col. gen. mil. Enrico Plini, il ten. col. cav. Carlo Bellotti e signora, il S.T. USN Luis Frank Rossi e signora, il dott. Mario Tognetti e signora, il cap. di corvetta Redento Martinolli e signora, il ten. di vascello Umberto Scatola, il cap. carabinieri Alfredo Maresca e signora, il ten. di vascello Maurizio Cassata e signora, il cap. di corvetta Alberto Vandini e signora, il cap. di fregata Tito Berti Arnoldi, il capitano di vasc. Beniamino Celi, il capitano di fregata Lorenzo Ferretti e signora, il capitano di vascello Habib Khodayari e signora, la signora Barbara Giuriati, la signorina Fabrizia Paladini, la signora Marina Fellner, la signorina Ginocchio, il cap. di corvetta Cesare Civetta e signora,


Da sinistra: l'asp. Sandro Giometti, la sig.ra Anna
Maria Lugetti, la signorina Clara Martinolli e la
signora Marianella Fulvi.

il G.M. Roberto Storti, la signorina Beatrice Del Torto, la signorina Susan Wai, il G.M. Walter Scoles, il S.T. Italo Sivilotti, la signorina Judith Margulies, il S.T. Sergio Talamonti, il S.T. Giuseppe Tonelli, il G.M. Pietro Vassallo, la signorina Marinella Baronti, la signorina Cristina Tricoli, il S.T. Francesco Wetzl e signorina Nicoletta [4], il G.M. Licio Zuliani, il G.M. Vincenzo Angelucci, il S.T. Alberto Ascenzi, il S.T. Sergio Azzolini, la signorina Paola Pampana, il S.T. Attilio Baldo, il dott. Agostino Gori, il S.T. Gennaro Barretta, il S.T. Mario Bartoli, il G.M. Giorgio Bernardi, il G.M. Sergio Biraghi, la signorina Clelia Cafiero, la baronessa Giovanna Valvason, il G.M. Paolo Scapuzzi, la signorina Mary Knox, il S.T. Franco Scerpa, la signorina Anita Mordikian, la signorina Maria Degli Uberti, il S.T. Alfredino Spigariol, la signorina Sally Farmiloe, la signorina Paola Santanera, la signorina Anetie Von Marken, il dott. Alfredo Perla, il G.M. Vittorio Villani, il C.V. Egone Wetzl e signora [4], il dott. Pasquale Liverani, la signorina Simonetta De Angelis, la signorina Anna Colnaghi, il G.M. Aldo Baffigo, la signorina Patrizia Pampana, la signorina Paola Micheli, il S.T. Flavio Barbiero, la signorina Letizia Gori, il S.T. Roberto Benassi, la contessina Francesca Aimone, il S.T. Giuseppe Bianca, il S.T. Modesto Blanco, il G.M. Elio Bolongaro, la signorina Gabriella Vassallo, la contessa Fiamma Pozzolini, il G.M. Francesco Mauro, la signorina Alba Castellani, la signorina Elisabetta Dufour, il S.T. Moreno Molinari, la signorina Clelia Kolman, la signorina M. Teresa Lugetti, il G.M. Giuseppe Nicotra, il G.M. Domenico Ollandini, il G.M. Sandro Pancrazzi, la signorina Marta Buonomini, il G.M. Pietro Pesce, il G.M. Marco Pistelli, il S.T. Nicola Quaranta, la signorina Elena Benedetti,


Ritmi moderni si sono alternati
a motivi tradizionali.

il G.M. Dino Saitto, il G.M. Sergio Santi, il G.M. Alberto Casalini, la signorina Mariangela Vavassori, il G.M. Domenico Carro, il S.T. Fabrizio Dell'Acqua, la signorina Franca Buonomini, la signorina Barbara Lloyd, il G.M. Vincenzo Del Vento, la signorina Astrid Sutton, la signorina Benedetta Rivetti, il G.M. Andrea Franzosi, il G.M. Mario Fusco, il S.T. Ilario Giuliani, la signorina Liliana Perego, il G.M. Mario Jovino, il G.M. Roberto Leonardi, il G.M. Federico Manganiello, il sig. Giancarlo Vivaldi, il S.T. Giovanni Buonanno, il G.M. Giorgio Massi, il S.T. Vincenzo Milillo, il G.M. Giorgio Miovich, la marchesina Emanuela D'Afflitto, il G.M. Claudio Mostacci, il G.M. Marco Muller, il G.M. Eliodoro Multari, la signorina Elena Gonnelli, la marchesina Ginevra Ollandini, il G.M. Filippo PascaIi, il S.T. Sandro Piga, la signorina Rosanna Paggini, il S.T. Vittoriano Pivi, il G.M. Antonio Rapacciuolo, la signorina Sandra Paganini, la signorina Marina Rivetti, la signorina Brunella Venturi, il S.T. Roberto Colombo, il S.T. Valerio Casalini, il G.M. Luciano Dassatti, il S.T. Annibale Del Lungo, il G.M. Francesco Cornelio, la signorina Diana Reid, il S.T. Fernando De Vita, il G.M. Emanuele Filiberto Falletti di Villafalletto, la signorina Antonella Parascandola, la signorina Carolina Cristiano, il G.M. Oreste Guglielmino, il G.M. Bruno Imbornone, la signorina Barbara Farulli, la signorina Giuliana Zalum, la signorina Stefania Pasella.

______

NOTE:
[1] il testo originale dell'articolo è stato depurato di svariati errori di ortografia, soprattutto nei cognomi delle persone elencate, ed è stato corretto anche nelle denominazioni dei gradi dei Corsari citati. Per gli ufficiali di S.M., in particolare, si è messa la dizione "il G.M." al posto dell'orribile "la g. m." (peraltro lo stesso articolo del Telegrafo riportava le dizioni corrette nelle didascalie delle foto).
[2] il testo originale aveva ovunque utilizzato l'erronea dizione "capo classe".
[3] in realtà, come si vede anche dalla foto, il galeone non aveva sovrastrutture "in cartone", ma in legno (lavoro geniale diretto dal nostro Alberto), e non era "sistemato sullo spiazzo del porticciolo" ma era alla fonda nelle acque del porticciolo.
[4] qui l'articolista aveva fatto confusione fra il nome del padre e quello del figlio, ed aveva pertanto fatto seguire il nome di quest'ultimo da un ben poco verosimile "e signora".


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